L'architettura della sala di controllo incide direttamente sulla complessità dell'infrastruttura e sulla facilità con cui può evolvere.
Tradizionalmente, nelle
sale di controllo incentrate sull'hardware, il software ha un ruolo di supporto. Serve soprattutto a:
- configurare i percorsi del segnale,
- gestire la logica di commutazione,
- offrire interfacce di controllo di base.
Il comportamento di fondo del sistema è definito dall'hardware:
- matrici video,
- encoder e decoder,
- switch KVM,
- apparati AV specializzati o di rete media,
- sistemi di controllo aggiuntivi.
Ogni funzione richiede un apparato specifico e ampliare significa aggiungere altro hardware.
Nelle
architetture di sala di controllo incentrate sul software il modello si ribalta. Il software per sale di controllo diventa il livello centrale ed è responsabile di:
- generazione e acquisizione centralizzata dei contenuti,
- visualizzazione dei contenuti su videowall e schermi,
- controllo degli accessi e gestione degli utenti,
- integrazione con sistemi IoT e API,
- interazione comoda ed efficiente per l'utente.
Il comportamento del sistema è definito dalla logica del software, non da collegamenti fisici fissi.
In queste sale l'ingombro hardware si riduce notevolmente. Gran parte dell'elaborazione gira su un server centrale, mentre operatori e utenti di business usano PC standard, tablet o perfino smartphone, laptop o ambienti di realtà virtuale. L'hardware resta solo dove è operativamente necessario.
Le soluzioni di sala di controllo incentrate sul software operano in sicurezza all'interno della rete aziendale esistente e consentono agli utenti autorizzati di accedere al sistema da qualsiasi luogo, sfruttando le funzioni della rete aziendale.